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«Valli resilienti» regala una nuova vita per il centro ittico

La struttura si trova nel parco del Lembrio: nasce dalla riattivazione
di un impianto dismesso.

Un impianto di acquacoltura inserito nella filiera agroittica della cooperativa sociale Clarabella dove trote e salmerini verranno affinati nelle acque del Lembrio. Il centro ittico inaugurato ieri all’interno del parco del fiume Lembrio nasce dalla riattivazione di un vecchio impianto dismesso grazie ai fondi elargiti da Fondazione Cariplo mediante il progetto «Valli resilienti». «L’operazione è stata portata a termine senza consumo di suolo e prestando attenzione alla sostenibilità ambientale e all’inclusione di persone con disabilità» ha spiegato il dirigente della Comunità montana Fabrizio Veronesi. L’obiettivo del nuovo impianto di acquacoltura è di realizzare un alimento innovativo che deve la sua eccellenza alle caratteristiche del territorio in cui viene prodotto. Il Lembrio nasce infatti da un bacino incontaminato e ha acque pure con caratteristiche simili a quelle della potabilità. Genuinità. In queste acque, all’altezza del bacino artificiale sul quale è stato sviluppato il centro ittico, la cooperativa Clarabella ha inserito delle vasche nelle quali trote e salmerini provenienti da allevamenti selezionati subiranno un processo di affinamento e smagrimento. Grazie alle caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua e a una dieta opportunamente studiata, il sapore e la genuinità delle carni diventano simili a quelle del pesce selvaggio.

«Questo processo garantirà ai consumatori gli alti standard qualitativi che Agroittica Clarabella si è impegnata ad offrire al mercato più di un anno fa con l’apertura del laboratorio di trasformazione di pesced’acqua dolce di Iseo marchiato Ce e che si inserirà a pieno titolo in tutta la filiera di produzione agricola e di ristorazione della cooperativa» ha annunciato Andrea Rossi,presidente della cooperativa sociale agricola Clarabella. Iniziative.L’apertura del centro ittico fa da contorno a una serie di iniziative finalizzate alla valorizzazione del parco del Lembrio, tra cui l’apertura di un punto ristoro e la trasformazione del sito del Lembrio in una riserva di pesca. «Il centro ittico rappresenta un ulteriore nodo delle reti create all’interno di AttivAree per contrastare i rischi di isolamento che caratterizzano spesso le valli» hanno osservato Viviana Bassan e Claudia Pedercini di Fondazione Cariplo. //

Articolo di Barbara Fenotti pubblicato il 15 dicembre 2019 da giornale di Brescia